ucronista

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Paris, France
Gaia Barbieri nasce e vive nonostante tutto come il basilico a Lausanne, da trentaquattro anni e più che altro per curiosità. ...JeSuisUnAutre...

tempi persi

sabato 8 agosto 2026

Erano i loro occhi

Forse alla fine dovrei solo scrivere, come chi fotografa per non perder memoria. Ma la pellicola che s'impressiona con la prosa è anche lei diventata molto cara, molto cara, e le mie risorse sempre più scarne. Sto appoggiata in una vita come un treno che seguita il suo andare, indifferente, non sempre il mio ora è necessario, anzi spesso recalcitro e mi estraneo nel tempo. Nostalgia è il nome di un movimento ondivago di cuore sospeso tra già stato e a venire. Appoggiata in un treno che non si ferma che in stazioni vacue, nessuno sarà lì ad aspettarmi, più nessuna fermata più quella di casa. Implacabile, Crono squarcia con frecce di fuoco la trama del mondo - o soltanto la nostra, la mia. Intrappolata in un'estate immobile, irrisa da un amore tiepido e da pulci invincibili, anche il pensiero di una fuga si sfalda perché non c'è meta possibile verso l'avanti. I miei rifugi sono tutti affondati, erano i loro occhi e nessuna chiave potrà aprirli di nuovo. Nei miei restano speranze ridicole, ricordi come talismani, soglie di sogni in cui impigliarsi. La malattia ha portato questa stanchezza spessa, come priva di orizzonte, stanchezza come languore di scomparire, che di me si dissolva il contorno.

Ma resto, bimbo, resto viva, quando sorridi e mi prendi la mano, torno viva quando ridi forte, e mi racconti i tuoi sogni. Torno, bimbo, torno sempre, te l'ho promesso e l'avventura da continuare insieme è la breccia, l'anarchia che sovverte la freccia del tempo in gioioso vettore di vita. Erano i loro occchi, ora i tuoi, e i miei ancora aperti e fino alla fine per te. 

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