ucronista

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Gaia Barbieri nasce e vive nonostante tutto come il basilico a Lausanne, da trentasette anni e più che altro per curiosità....JeSuisUnAutre...

tempi persi

giovedì 26 luglio 2018

Tutta la vita in una notte

La danza mi vaga nei muscoli
come un dolore simpatico,
sembra sia scritto e invece
sbiadisce piano piano.
Ma ieri nella notte
stava la vita tutta,
la sua domanda grande,
risposte smangiucchiate.
Non fu sintesi ma
movimento di corpi,
fu un accendere e aprire,
au décapsallumeur.

Apri una birra, 
accendi una canna,
un solo utensile,
per tutte queste labbra. 

Non rider di noi,
signore del tempo,
non minimizzare.
Mica è poco appicciare
il poco che resta,
farne piccola festa,
ripiegarsi di mare
in tempesta.

I tempi son mesti,
ridicoli, storti,
padroni funesti,
ma non siamo morti. 

Mica è facile ridere.
A trent'anni il pozzo
delle vite precedenti
si spalanca cupo e rozzo,
ti fa un male cane ai denti.
Dico, lo senti ?
Il mare ha chiuso.
Il mare ringhia,
il mare di mezzo è escluso,
il mare azzanna,
porta i suoi morsi il caruso,
il mare piange
i corpi di chi si era illuso.
Movimento di corpi.

E tutto quel che fai
è chieder come stai
ai figli dell'orrore,
ai nati al viaggio
e morti e rinati,
marchiati al coraggio.
È il tuo lavoro?
Scrivere sempre
le tue parole cliniche
Purché non siano ciniche.

Scrivi della notte.
A volte,
tutta la notte
sta in una vita.
Allora.
Appiccia quel che resta, 
psico-nauta.
Appiccia e apri,
se ti riesce,
apri un solo varco
nel muro abissale,
un'onda soltanto raccogli
di tutto 'sto male.

 

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